Carnevale – Οι Αποκριές

Οι Μπούλες και οι Γενίτσαροι στη Νάουσα

Οι Μπούλες και οι Γενίτσαροι στη Νάουσα (Bocce e giannizzeri a Naoussa

Il Carnevale è una festa che si celebra in tutti i paesi di tradizione cristiana nel periodo precedente alla Quaresima. In Grecia il Carnevale viene chiamato Apokriès, che significa letteralmente “astinenza dalla carne ”, con lo stesso significato quindi del nome italiano Carnevale  (in latino “ carnem levare ” cioè “togliere la carne ”). Il Carnevale greco vanta una tradizione antichissima. Le radici delle celebrazioni carnevalesche risalgono infatti all’antica Grecia, derivando dal paganesimo e dalle antiche festività di culto in onore di Dioniso, dio del vino e della festa. Il periodo delle Apokriès comincia dieci settimane prima della Pasqua ortodossa e termina all’inizio della Quaresima (Η Σαρακοστή): dura quindi tre settimane , ossia quelle che precedono il “lunedì pulito o puro” (Καθαρά Δευτέρα) che rappresenta il primo giorno della Quaresima ortodossa (come il mercoledì delle ceneri dei cattolici) e che dà inizio ad un periodo di astinenza, digiuno e sobrietà. La prima settimana del Carnevale si chiama settimana di Profoni perché ora viene annunciato il periodo del Carnevale. La seconda è la settimana detta Kreatinì durante la quale si mangia carne e le Apokriès si concludono con la settimana chiamata Tyrinì quando si può mangiare formaggio, latticini e uova dato che da questa settimana inizia il divieto di mangiare carne. Un giorno particolare di festa e celebrazione di questo periodo di divertimento è il giovedì della seconda settimana; si chiama Tsiknopempti (potrebbe essere paragonato al giovedì grasso della tradizione cattolica) perché l’odore della carne arrostita si sente ovunque nel Paese. Come in ogni altro paese al mondo, il Carnevale greco è un periodo di festa e divertimento per grandi e piccini: ci si maschera e si mangia carne e cibi tradizionalmente legati a questa festa, piatti succulenti e ricchi in vista del digiuno quaresimale. Νonostante l’atmosfera di festa, il sabato che precede la Quaresima così come il primo sabato del periodo di digiuno (chiamati “Psichosàvata ” in greco) sono dedicati ai defunti: quei giorni si prepara la kollyva, un dolce a base di grano bollito farcito con zucchero, cannella, noci, sesamo, melagrana, prezzemolo e uva sultanina. Anche se segna la fine di tutti i festeggiamenti, Katharà Deftera, ovvero lunedì pulito o di purificazione, è tuttavia un giorno festivo. Tradizionalmente le famiglie si recano nelle campagne o nei parchi e mangiano all’aperto. Sono tanti i cibi tradizionali del lunedì pulito, ma il cibo principale è la lagàna, un pane quaresimale azzimo preparato e mangiato solo in questo giorno. Altri piatti tipici del giorno sono la taramosalata (una salsa fatta con uova di pesce e limone), le dolmadakia (foglie di vite ripiene di riso), e tutti i frutti di mare, preparati in diversi modi. Il dolce della festa è il halvas , una sorta di budino al semolino. Il pranzo all’aperto si accompagna a canzoni e balli tradizionali. Il simbolo assoluto del lunedì pulito e della sua atmosfera allegra e primaverile è l’aquilone: tradizionalmente bambini e adulti fanno volare l’aquilone.11140000_1000926936666432_2014853335480876152_n Ma c’è pure un altro gioco dei bambini che simbolizza la speranza e l’attesa di questa festa: la “signora Quaresima ” una bambola di carta a sette gambe che rappresentano le sette settimane della Quaresima. Ogni settimana una gamba viene tagliata per mostrare quante settimane rimangono fino a Pasqua. Il Carnevale di Naoussa “Giannizzeri e bocce” è una festa insolita: non si tratta di una sfilata divertente di maschere e travestimenti, ma è piuttosto un rito d’iniziazione all’amore e alla guerra, alla libertà e all’ indipendenza, che si ripete ogni anno in questa cittadina macedone a ovest di Salonicco. Al Carnevale partecipano solo uomini non sposati che indossano i costumi tradizionali. In memoria dei morti nella lotta contro i turchi, gli abitanti della città indossano i costumi dei liberatori con maschere di cera (per non essere riconosciuti) e sul petto monete d’argento. Anche i personaggi femminili, “le bocce ”, sono impersonati da uomini. Altri carnevali molto frequentati sono quelli di Xanthi (in Tracia), Sohos (vicino Salonicco), Tyrnavos (in Tessaglia), Zante (Isole Ionie) dove si celebra una “ Giostra cavalleresca ”, nella quale sono impegnati gli isolani. L’usanza della “battaglia di farina” (” alevromountzouròmata”) a Galaxidi (cittadina a 200 km di Atene) potrebbe essere nata all’inizio dell’ ‘800 come sfida verso i dominatori turchi.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO: LA RAGAZZA DEL MAR NERO

VENERDI’ 10 MARZO ALLE ORE 17,30 a Cremona  Sala Spazio Comune in piazza Stradivari, verrà presentato dall’autrice Maria Tatsos il libro LA RAGAZZA DEL MAR NERO, la tragedia dei greci del Ponto.

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Una storia vera che sembra un romanzo: il drammatico e poco conosciuto genocidio dei greci del Ponto in cui si possono “leggere” le tante tragedie e persecuzioni di oggi. Il 19 maggio di ogni anno, in Grecia e nelle comunità greche sparse in tutto il mondo, si celebra la Giornata della memoria del genocidio dei greci del Ponto, un evento drammatico ma poco noto della Storia del Novecento. All’inizio del secolo scorso, circa settecentomila greci vivevano sulle sponde del Mar Nero. Di fede cristiano-ortodossa, avevano salvaguardato la loro identità etnica, culturale e religiosa, pur facendo parte dell’Impero ottomano, in una situazione di convivenza pacifica. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, tutto cambiò. Prima il genocidio degli armeni (1915), quindi la persecuzione dei greci e degli assiri. La politica attuata tra il 1916 e il 1923 nei confronti dei greci del Ponto portò a massacri, deportazioni, marce forzate in pieno inverno, arruolamento degli uomini in battaglioni di lavoro. Dei settecentomila abitanti originari, circa la metà trovò la morte, mentre i sopravvissuti fuggirono in Grecia. La giornalista Maria Tatsos ci racconta la storia di una di loro: Eratò Espielidis (1896-1989), nata sulle sponde del Mar Nero a Kotyora (l’odierna Ordu), e della sua famiglia. Dall’infanzia felice nella sua casa sul mare all’angoscia di giovane sposa cui è portato via il marito e di madre che lotta per la sopravvivenza del suo bambino di due anni, la vicenda di Eratò – nonna dell’Autrice – è emblematica della tragedia vissuta da molte famiglie greche del Ponto. La vicenda personale e quella di un popolo sono raccontate dalla Tatsos al tempo stesso con l’obiettività della studiosa e la passione di chi è direttamente coinvolto. Scrive la Tatsos nell’introduzione: “La storia di mia nonna Eratò è una goccia nel mare di un’immane tragedia. Questo libro vuole essere un tributo alla memoria, per non dimenticare e per capire quanto siano simili le stragi di ieri a quelle di oggi. Ma è anche un inno alla speranza, perché una società che sa essere accogliente può diventare più ricca. Perché anche i nostri nonni o bisnonni, in altri momenti della Storia, sono stati profughi, immigrati, stranieri e, se hanno fatto fortuna in terre lontane, è perché qualcuno ha offerto loro un’opportunità. E perché l’ospitalità, praticata come facevano i miei antenati, è un dovere sacro, come esseri umani e come cristiani, per non lasciare vincere l’odio, mai”.
 
maria-29Maria Tatsos, di origine greca, è laureata in scienze politiche e diplomata in lingua e cultura giapponese presso l’Isiao di Milano. Giornalista professionista freelance, scrive per Elle e altre testate, collabora con il Museo Popoli e Culture del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) e con il Centro di Cultura Italia-Asia. Tiene corsi di scrittura autobiografica ed è autrice di alcuni libri, che spaziano dai diritti dei consumatori alle religioni asiatiche.
TUTTI I SOCI E GLI AMICI SONO INVITATI A PARTECIPARE

Astrofili Cremonesi e Miti dell’antica Grecia

 

 

 

A Cremona: incontro con Lazzarini all’Istituto Geometri

Atlante sorregge la volta celeste

Atlante sorregge la volta celeste

Venerdì prossimo, 2 dicembre 2016, alle ore 21, presso l’aula magna dell’Istituto Geometri “Vacchelli”, a Cremona in viale Trento e Trieste 21, il nostro socio prof. Carmine Lazzarini terrà un secondo appuntamento sui miti greci organizzato dal Gruppo Astrofili Cremonesi in occasione dell’Anno Internazionale per la “Comprensione globale” proclamato dall’Unesco. Titolo dell’incontro: “Comunicare attraverso il mito: i miti dal cielo alla terra”.

I racconti mitologici dell’antica Grecia sopravvivono attraverso i secoli. Ermes, Ερμής, messaggero degli dei e della comunicazione, domina ancora al giorno d’oggi nel tempo della rete e della globalizzazione. E così altri dei.

Nel cielo, sia di giorno che di notte, scienza e astronomia raccontano quanto tramandato dagli antichi greci su stelle e costellazioni.

“I miti greci: sogni e saggezza di sempre” Martedì 25 Ottobre a Cremona

Cari Soci ed Amici,

siete invitati alla conferenza del prof.Carmine Lazzarini “I miti greci: sogni e saggezza di sempre” martedì 25 ottobre alle ore 17,30 presso la saletta di Spazio Comune in piazza Stradivari a Cremona. Contiamo su una vostra numerosa partecipazione!  Carmine Lazzarini dopo il liceo classico e la laurea in filosofia, ha insegnato italiano e storia nelle scuole superiori. Esperto in filosofia dell’educazione e scrittura autobiografica. Collabora con la Libera Universita’ dell’Autobiografia di Anghiari. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni, ricerche e saggi. Tiene laboratori di scrittura come cura di se’.

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Seconda intervista al programma televisivo Ore 12 di Cremona 1tv

Ore 12: la puntata di venerdì 22 aprile 2016 di Cremona 1tv

Comunità Ellenica di Brescia e Cremona: nuova intervista col presidente dott. Costantino Buzalis e con il dott. Emidio D’Angelo autore del libro “Eravamo a Trebisonda. L’Odissea dei Greci del Ponto” in occasione della serata dedicata al Ponto di Domenica 24 aprile al Teatro Monteverdi di Cremona.pontos_map

Αφιέρωμα στον Πόντο—Serata dedicata al Ponto

Una magnifica carrellata di immagini del Ponto, prima della cacciata dei Greci, offertaci dal dott. Emidio D’Angelo che domenica 24 aprile 2016 sarà con noi al Teatro Monteverdi di Cremona per presentarci il suo libro “Eravamo a Trebisonda. L’Odissea dei Greci del Ponto”. Vi aspettiamo numerosi!!

Εθνική Επέτειος της 25ης Μαρτίου 1821

25 Marzo: “Salve, salve o Libertà”..

Per celebrare la Festa Nazionale ellenica del 25 marzo, un omaggio all’ “Inno alla Libertà”, la poesia di Dionisio Solomòs che diventò l’inno nazionale della Grecia.

L’inno nazionale greco, l’ “Inno alla Libertà”, si compone di due strofe dell’omonima poesia composta nel 1823 da Dionisio Solomòs. La poesia venne musicata nel 1829 da Nikolaos Mantzaros. L’opera fu adottata come inno nazionale nel 1865.

Il testo in italiano:

Di quel brando io ti ravviso
al ferir tremendo in guerra,
ed al guardo che la terra
misurar sa in un balen.

Dalle sacre ossa degli avi
qual già un tempo e forte e ardita
or risorta a nuova vita,
salve, salve o Libertà!

Nell’immagine, la prima pubblicazione greca della poesia di Dionisio Solomòs, Missolungi 1825

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                  Ζήτω η Ελλάδα !!!

Messaggio del Presidente della Repubblica Greca per l’anniversario del 25 marzo 1821 ai Greci residenti all’estero

L’Ambasciata di Grecia a Roma ci scrive:
Αξιότιμοι κυρίες και κύριοι,
Σας διαβιβάζουμε, συνημμένα, κείμενο του κ. Προέδρου της Δημοκρατίας προς  τους ‘Ελληνες του Εξωτερικού επί την ευκαιρία της Εθνικής Επετείου της 25ης Μαρτίου 1821, και παρακαλούμε για κατάλληλη αξιοποίησή του.
Με εκτίμηση
Πρεσβεία της Ελλάδος στη  Ρώμη
    cliccare qui>>>> ΜΗΝΥΜΑ κ. ΠΤΔ