Giovedì 18 maggio ore 21 a Cremona Cortile Federico II Filoxenìa: l’accoglienza fra i Greci di Calabria

INDICAZIONI STRADALI:

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Patrizia Giancotti ha vinto il premio “Ali sul Mediterraneo” per l’opera “Filoxenìa. L’accoglienza tra i Greci di Calabria” edita da Rubbettino in collaborazione con il GAL area grecanica.
“Filoxenìa” è un diario di viaggio in quei luoghi che rappresentano una sorta di reliquia vivente del passato magno greco della nostra terra. Con un metodo a metà tra reportage giornalistico e indagine etno-antropologica l’autrice, munita di macchina fotografica e registratore “da campo” percorre i territori di Bova, Condofuri, Amendolea, Gallicianò, Staiti e Bagaladi alla ricerca di quello spirito greco che tanto aveva affascinato Cesare Pavese, durante i suoi anni al confino in un luogo non distante da qui.
Nel corso di diversi mesi trascorsi tra i “greci di Calabria”, Patrizia Giancotti ha avuto modo di sperimentare l’accoglienza riservata allo sconosciuto ospite sacro con cui condividere il pasto, il vino e il racconto. “Filoxenia” nasce dai racconti di questi incontri, fortuiti o cercati, una miscellanea di voci, di volti e di cunti, in un flusso di scrittura che si propone di mantenere l’impronta dell’oralità e aspira a “far vedere” il racconto.
Tra i protagonisti di questi racconti, testimoni di accoglienza così diversi gli uni dagli altri, ci sono un medico che “cura” la cultura grecanica, un professore bizantinista, un pastore che accorda i campanacci del suo gregge, un fabbro fontaniere che ha portato l’acqua dove non c’era, una ragazza che vuole partire, una bambina che ama vivere in quei luoghi, un apicoltore sensibile, un giovane pilota di drone, suonatori di tamburello, mastri di ballo, cuoche impastatrici di zeppole, un maestro di organetto che fa ritrovare i passi perduti, un ragazzo pakistano che massaggia i capretti, un orologiaio barbiere musicista, un architetto di “antico futuro”, una nonna di buona memoria. Insieme costituiscono i punti luminosi di una geografia umana agreste, quanto colta e spirituale, da sovrapporre idealmente alla mappa topografica e naturalistica dell’Area Grecanica.

https://www.facebook.com/filoxeniaraccontifotografici/

Patrizia Giancotti, antropologa, fotografa, giornalista, autrice e conduttrice per Radio 3 Rai, tiene corsi e seminari in varie Università, ha pubblicato centinaia di reportage e realizzato una cinquantina di mostre fotografiche nel mondo. I suoi lavori di antropologia visiva, documentari, multivisioni, eventi, conferenze con proiezioni di immagini, sono stati presentati tra l’altro al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al Museo Etnografico di Nuoro, alla Biennale di Venezia, al Gasteig Carl Orff di Monaco di Baviera, al palazzo del Congresso Nazionale di Brasilia. Il decennale lavoro in Brasile sui culti afro-brasiliani di Bahia e sullo sciamanesimo amazzonico, la sua collaborazione con lo scrittore Jorge Amado, le valsero l’onorificenza del Cruzeiro do Sul. Attualmente insegna antropologia all’Università Sigmund Freud di Milano e lavora per i programmi di Radio3 Wikiradio e Passioni. Per quest’ultimo ha ideato e condotto il ciclo di puntate “Volti e voci della Calabria Greca” qui i files per l’ascolto:

http://www.passioni.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-5f6a383c-7e48-4074-9b27-115f3e971eb2.html?set=ContentSet-e52ee2a2-d795-4bc6-9681-007ffe7b8102&type=A

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Filoxenìa è il contrario di xenofobia: è l’amore per il forestiero, come lo intendevano gli antichi Greci, è il valore sacro dell’ospitalità, che l’antropologa – fotografa Patrizia Giancotti ha cercato e trovato nel corso della lunga permanenza nella Calabria Greca, di cui questo libro fotografico è il resoconto. Con un metodo a metà tra reportage giornalistico e indagine etno-antropologica l’autrice ci presenta una sorta di diario di campo di quei luoghi remoti, reliquia vivente del passato magno greco della Calabria: una miscellanea di voci, di volti e di cunti, in un flusso di scrittura che vuole mantenere l’impronta dell’oralità e aspira a “far vedere” il racconto.

Il pubblico verrà dunque condotto alla scoperta della Calabria Greca con un tuffo visivo e sonoro in questo finis terrae d’Europa tra la fiumara e l’Aspromonte, con il racconto di incontri memorabili all’insegna della filoxenìa.

Si tratta di un vero e proprio spettacolo di circa un’ora e mezza con racconto, proiezione di   immagini e suoni.

INGRESSO LIBERO PER TUTTI

 

 

Concerto di Rebètiko con gli Evì Evàn a Cremona e a Ghedi (BS)

14883641_10210242536493849_611792712281811601_oPage 1Dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto lo scorso anno al Teatro Monteverdi di Cremona con il tutto esaurito, gli Evì Evàn ritornano per presentare il loro ultimo CD di Rebetiko.

VENERDI’ 31 MARZO ore 20:30 TEATRO MONTEVERDI viaDante149 CREMONA

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  SABATO 1 APRILE     ore20:30             GHEDI AUDITORIUM        piazza Roma 19 GHEDI  

L’ingresso è libero per tutti.

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O’ MERAKLIS
Il nuovo album degli Evì Evàn

rebetico-ghediMeraklìs in greco è chi sceglie con cura, animato dal meraki: il desiderio a volte eccessivo – quasi un ‘demone’ – di chi ama incondizionatamente le cose belle e raffinate. Con lo stesso spirito gli Evì Evàn hanno scelto una per una le tessere del complesso mosaico che compone il loro ultimo disco. “O’ Meraklìs”, appunto. Un viaggio tra il Pireo e gli angiporti dell’Asia Minore, scandito da alcuni pezzi originali e interamente registrato fra Atene e  Sant’Arpino – a due passi da Napoli.  Quella “O” davanti a “Meraklìs”, infatti, oltre che l’articolo greco, ha proprio nell’apostrofo un omaggio alla città di Partenope, al centro della “vita rebetika” degli Evì Evàn in Italia fin dai suoi primi passi, nel 2007. E perché gli Evì Evàn sono sì “meraklìs”, ma anche mangas (guappi), come ogni musicista di rebetiko che si rispetti. E si divertono a portare i suoni della periferia e dei porti greci su e giù per l’Italia, da Torino a Palermo, da Roma a Milano.

Nel nuovo cd degli Evì Evàn sono presenti tutte le declinazioni del rebetiko: lo hassapiko, uno dei ritmi più popolari, forse di lontane origini albanesi, che si balla solo con gli amici stretti; lo zeibekiko, dalle cadenze arcaiche, una musica ballata quasi immobili, cercando l’instabilità dell’equilibrio, raramente all’aperto o finché c’è ancora il sole; l’amanès, una sonorità che per noi ha un colore turco e orientale, ma che si è formata sull’influenza della musica bizantina e del suo suono “pesante”, come un lamento greve; e infine il tsifteteli, la danza del ventre greca, l’unica in cui si sorride; e lo hassaposerviko, con il suo ritmo di ascendenza slava.

IL REBETIKO

Il Rebétiko costituisce l’espressione più importane di un genere di canto popolare – distinto dalla vasta tradizione delle musiche greche regionali – che, già dalla metà dell’Ottocento, appare nei centri urbani della Grecia e in alcune città dell’Asia Minore popolate da comunità elleniche.
Le stradine di Costantinopoli e di Smirne, le salite dell’isola di Syros, le borgate di Atene, del Pireo e di Salonicco, ma anche le grandi città americane… tutte le parti del mondo dove si sono trovati a vivere i greci perseguitati dalla sorte, sono luoghi profondamente legati alla nascita di questo genere musicale che si diffonderà rapidamente prima tra i greci delle città dell’Asia Minore, poi tra gli emigrati negli Stati Uniti, radicandosi infine dopo il 1922 in Grecia.
L’animo orientale, ma anche più cosmopolita e raffinato, dei greci della Ionia, costretti dopo la “Catastrofe” (la tragica conclusione degli avvenimenti bellici del periodo 1919 – 1922 nella penisola microasiatica), ad abbandonare la loro terra d’origine ed a rifugiarsi nella madrepatria, s’intreccia nei porti e nei bassifondi delle città greche, con la malinconia e la passionalità della musica dei rebétes, e dei loro canti struggenti intrisi del fascino della protesta anticonformista, dando inizio al periodo d’oro dell’affermazione del rebétiko.
L’allontanamento graduale dai temi più radicali, farà guadagnare al rebétiko – dominato negli anni Venti dall’arte dei musicisti della “Scuola di Smirne” e nel decennio successivo dagli esponenti della “Compagnia del Pireo” ed ai loro bouzouki – un sempre più ampio spazio sociale, permettendogli di raggiungere tra gli anni ’40 e ’50 l’apice della popolarità, prima di volgere alla fase di declino.
Oggi, dopo la “riscoperta” degli anni Settanta, questa musica continua ad essere suonata e ad appassionare, riscuotendo numerosi consensi tra le nuove generazioni ed affermandosi come uno dei grandi simboli della tradizione musicale greca.

IL PROGETTO

Gli Evì Eván nascono nel 2007 dal desiderio di far conoscere alcuni degli aspetti meno conosciuti, ma forse anche tra i più autentici e interessanti, della cultura greca. Hanno esordito a Roma con il primo concerto di musica rebetika, un genere musicale all’epoca conosciuto da pochi ellenofili, sebbene la sua tradizione sia lunga quasi un secolo. Hanno suonato nelle taverne greche, nei centri sociali, ai matrimoni, ai festival e anche sul grande palco dell’Auditorium del Parco della Musica di Roma e nelle trasmissioni di radio e televisioni nazionali. Hanno spiegato che la Grecia non è solo il Partenone, le isole, il mare.

Fra centinaia di bicchieri di tsipouro e richieste di sirtaki mai esaudite, hanno raccontato la cultura del rebetiko, una musica che affonda le sue radici  nei ghetti delle città e nelle vicissitudini del sottoproletariato urbano. Una musica che non ha nulla a che vedere con quella rurale, delle isole o del folklore. Il rebetiko nasce al buio delle taverne e della notte; si balla senza sorridere; si consuma come uno stordimento dei sensi, accompagnato da vino e hashish. E’ una musica urbana che dal 1922, quando è nata, si è continuamente trasformata e mantenuta viva attraverso percorsi di migrazioni e viaggi, partendo da Costantinopoli e Smirne per arrivare ad Atene, Pireo e Salonicco.

LA BAND
L’orchestra italo greca Evì Eván è stata definita dal settimanale “Internazionale”  il “riferimento del rebetiko nel nostro Paese”. È composta da sette musicisti e ha collaborato con Moni Ovadia, Vinicio Capossela, Daniele Sepe, Gabriele Coen, Sofia Lampropoulou. La band ha orgogliosamente autoprodotto tre album: “Rebetiko” (2008), “Fuori Luogo” (2011), “Rebetiki Diadromì – Itinerario Rebetiko” (2014).
Della musica degli Evì Evàn si sono occupati anche Il Corriere della Sera, Il Corriere del Mezzogiorno, La Repubblica, Il Fatto quotidiano, Internazionale, Il Resto del Carlino, Rai Radio 2, Radio Popolare, Radio Città futura, AnsaMed, Radio Onda rossa, Mutinity radio San Francisco, Rai Mediterraneo, Rai3, La7, ERT3.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO: LA RAGAZZA DEL MAR NERO

VENERDI’ 10 MARZO ALLE ORE 17,30 a Cremona  Sala Spazio Comune in piazza Stradivari, verrà presentato dall’autrice Maria Tatsos il libro LA RAGAZZA DEL MAR NERO, la tragedia dei greci del Ponto.

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Una storia vera che sembra un romanzo: il drammatico e poco conosciuto genocidio dei greci del Ponto in cui si possono “leggere” le tante tragedie e persecuzioni di oggi. Il 19 maggio di ogni anno, in Grecia e nelle comunità greche sparse in tutto il mondo, si celebra la Giornata della memoria del genocidio dei greci del Ponto, un evento drammatico ma poco noto della Storia del Novecento. All’inizio del secolo scorso, circa settecentomila greci vivevano sulle sponde del Mar Nero. Di fede cristiano-ortodossa, avevano salvaguardato la loro identità etnica, culturale e religiosa, pur facendo parte dell’Impero ottomano, in una situazione di convivenza pacifica. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, tutto cambiò. Prima il genocidio degli armeni (1915), quindi la persecuzione dei greci e degli assiri. La politica attuata tra il 1916 e il 1923 nei confronti dei greci del Ponto portò a massacri, deportazioni, marce forzate in pieno inverno, arruolamento degli uomini in battaglioni di lavoro. Dei settecentomila abitanti originari, circa la metà trovò la morte, mentre i sopravvissuti fuggirono in Grecia. La giornalista Maria Tatsos ci racconta la storia di una di loro: Eratò Espielidis (1896-1989), nata sulle sponde del Mar Nero a Kotyora (l’odierna Ordu), e della sua famiglia. Dall’infanzia felice nella sua casa sul mare all’angoscia di giovane sposa cui è portato via il marito e di madre che lotta per la sopravvivenza del suo bambino di due anni, la vicenda di Eratò – nonna dell’Autrice – è emblematica della tragedia vissuta da molte famiglie greche del Ponto. La vicenda personale e quella di un popolo sono raccontate dalla Tatsos al tempo stesso con l’obiettività della studiosa e la passione di chi è direttamente coinvolto. Scrive la Tatsos nell’introduzione: “La storia di mia nonna Eratò è una goccia nel mare di un’immane tragedia. Questo libro vuole essere un tributo alla memoria, per non dimenticare e per capire quanto siano simili le stragi di ieri a quelle di oggi. Ma è anche un inno alla speranza, perché una società che sa essere accogliente può diventare più ricca. Perché anche i nostri nonni o bisnonni, in altri momenti della Storia, sono stati profughi, immigrati, stranieri e, se hanno fatto fortuna in terre lontane, è perché qualcuno ha offerto loro un’opportunità. E perché l’ospitalità, praticata come facevano i miei antenati, è un dovere sacro, come esseri umani e come cristiani, per non lasciare vincere l’odio, mai”.
 
maria-29Maria Tatsos, di origine greca, è laureata in scienze politiche e diplomata in lingua e cultura giapponese presso l’Isiao di Milano. Giornalista professionista freelance, scrive per Elle e altre testate, collabora con il Museo Popoli e Culture del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) e con il Centro di Cultura Italia-Asia. Tiene corsi di scrittura autobiografica ed è autrice di alcuni libri, che spaziano dai diritti dei consumatori alle religioni asiatiche.
TUTTI I SOCI E GLI AMICI SONO INVITATI A PARTECIPARE

Astrofili Cremonesi e Miti dell’antica Grecia

 

 

 

A Cremona: incontro con Lazzarini all’Istituto Geometri

Atlante sorregge la volta celeste

Atlante sorregge la volta celeste

Venerdì prossimo, 2 dicembre 2016, alle ore 21, presso l’aula magna dell’Istituto Geometri “Vacchelli”, a Cremona in viale Trento e Trieste 21, il nostro socio prof. Carmine Lazzarini terrà un secondo appuntamento sui miti greci organizzato dal Gruppo Astrofili Cremonesi in occasione dell’Anno Internazionale per la “Comprensione globale” proclamato dall’Unesco. Titolo dell’incontro: “Comunicare attraverso il mito: i miti dal cielo alla terra”.

I racconti mitologici dell’antica Grecia sopravvivono attraverso i secoli. Ermes, Ερμής, messaggero degli dei e della comunicazione, domina ancora al giorno d’oggi nel tempo della rete e della globalizzazione. E così altri dei.

Nel cielo, sia di giorno che di notte, scienza e astronomia raccontano quanto tramandato dagli antichi greci su stelle e costellazioni.

Pranzo Prenatalizio della Comunità Ellenica di Brescia e Cremona

La Comun20161127_CEBC-PranzoPrenatalizioità Ellenica di Brescia e Cremona organizza come di consueto il tradizionale pranzo prenatalizio che si terrà domenica 27 Novembre 2016 alle ore 12:30

Il luogo dell’incontro è l’ORATORIO S.LUIGI, VIA ZANARDELLI, 8 a PONTEVICO (BS)

Il pranzo si articolerà in varie fasi, fra cui momenti culturali, musica greca dal vivo, balli tradizionali ed ovviamente il menu con prodotti tipici Greci!

Per informazioni e prenotazioni potete contattare:
COSTANTINO: 333-6919689
CLAUDIA: 347-5404680

“I miti greci: sogni e saggezza di sempre” Martedì 25 Ottobre a Cremona

Cari Soci ed Amici,

siete invitati alla conferenza del prof.Carmine Lazzarini “I miti greci: sogni e saggezza di sempre” martedì 25 ottobre alle ore 17,30 presso la saletta di Spazio Comune in piazza Stradivari a Cremona. Contiamo su una vostra numerosa partecipazione!  Carmine Lazzarini dopo il liceo classico e la laurea in filosofia, ha insegnato italiano e storia nelle scuole superiori. Esperto in filosofia dell’educazione e scrittura autobiografica. Collabora con la Libera Universita’ dell’Autobiografia di Anghiari. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni, ricerche e saggi. Tiene laboratori di scrittura come cura di se’.

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Corso di lingua neogreca (aperto a tutti) presso il Liceo Classico “Daniele Manin” di Cremona


logoCEBC_x_SitoWordPress Il Corso di lingua neogreca sarà aperto quest’anno a tutti per la prima volta! La nostra Comunità è lieta di sponsorizzare attraverso il suo sito la bella iniziativa!

Sede: Liceo Ginnasio Statale “Daniele Manin” – Via Cavallotti, 2 Cremona

Orari: Venerdì a partire dalle ore 14 (orario da concordare)

Incontri: 15 lezioni di un’ora e trenta ciascuna

Livelli: principianti e intermedi

Costo: 50€ ( compresa l’assicurazione obbligatoria, perchè le lezioni si tengono in un edificio scolastico)

Il primo incontro si terrà venerdì 11 Novembre alle ore 14.15 presso il Liceo Classico “Daniele Manin”

Iscrizioni: entro fine Ottobre

Il corso si struttura sulle quattro abilità linguistiche fondamentali: saper parlare, leggere, scrivere e capire.

Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi per mail anche alla nostra Comunità   info@ellade.org

Terra ancestrale

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IRPPS-CNR

“Sala Europa”

2° piano

Roma, Via Palestro, 32

 

Presentazione del volume

 

Terra ancestrale

La diaspora ellenica contemporanea in Italia

tra prima e seconda generazione

di Andrea Pelliccia e Rigas Raftopoulos

CNR-IRPPS e-Publishing, 2016

Col patrocinio morale dell’Ambasciata di Grecia a Roma

e della Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia

Saluto di S.E. Themistoklis Demiris, Ambasciatore di Grecia a Roma

Interventi di:

Corrado Bonifazi (Irpps-Cnr)

Jannis Korinthios (Università della Calabria)

Francesco Guida (Università Roma Tre)

Francesco Anghelone (Istituto di Studi Politici S. Pio V)

Saranno presenti gli autori del libro