GIORNATA MONDIALE DELLA LINGUA GRECA IN ITALIA

9 febbraio, Giornata Mondiale della Lingua Greca: le manifestazioni in Italia.

Venerdì 9 febbraio si celebra la Giornata Mondiale dedicata alla Lingua e alla Cultura Greca. La Giornata è stata dichiarata, con una legge del Parlamento ellenico del 2017, per il 9 febbraio, anniversario della morte di Dionisios Solomòs, il poeta dell’inno nazionale greco. La celebrazione mondiale mira a dimostrare il ruolo fondamentale che la lingua greca ha svolto nella formazione della civiltà europea e mondiale. In Italia, la Giornata verrà celebrata con un ampio programma di eventi in varie città italiane, organizzati dalle Comunità Elleniche locali. Tutti gli eventi si svolgono con il patrocinio dell’Ambasciata di #Grecia a Roma.

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GIORNATA MONDIALE DELLA LINGUA E DELLA CULTURA GRECA

Anche quest’anno la nostra Comunità organizza in occasione della GIORNATA 
MONDIALE DELLA LINGUA E DELLA CULTURA GRECA un incontro aperto a tutti i nostri amici filelleni2-copia
 
Col patrocinio del Consolato Generale Onorario di Grecia a Milano, della Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia, della Società Filellenica Lombarda, insieme al Liceo Ginnasio Statale “D.Manin” siamo lieti di invitarvi all’evento culturale previsto per SABATO 24 FEBBRAIO alle ore 10,30 presso l’AULA MAGNA del Liceo Ginnasio Statale            “D.Manin” in via Cavallotti 2  a Cremona.

 

Corsi di neogreco a Cremona per l’anno 2017/18

SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER L’ ANNO 2017/18.
Come lo scorso anno si richiede un versamento di 50€ a favore della scuola quale contributo per fotocopie ecc. Il bollettino per il versamento verrà consegnato al primo incontro. Le iscrizioni devono pervenire entro SABATO 21 OTTOBRE inviando una mail a info@ellade.org con il modulo allegato debitamente compilato.
Il primo incontro è previsto per VENERDI 10 NOVEMBRE per decidere insieme date e ore delle lezioni che si terranno presso la sede del Liceo Classico Daniele Manin di Cremona. Le lezioni saranno 16, della durata di un’ora e mezza ciascuna.

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Conclusione del corso di greco moderno al Liceo Classico “Daniele Manin” di Cremona

Ecco l’attestato col logo della nostra Comunità !!attestatoSi è concluso in questi giorni il corso di greco moderno, aperto a tutti, presso il Liceo Classico “Daniele Manin” di Cremona che ha visto una numerosa partecipazione di allievi. Uno di questi, che aveva già frequentato il corso negli anni precedenti, ha ottenuto la certificazione A2 (Πιστοποίηση Ελληνομάθειας A2)

Sede: Liceo Ginnasio Statale “Daniele Manin” – Via Cavallotti, 2   Cremona

Orari: Venerdì dalle ore 14.15 alle 15.45/16

Incontri: 19 per un totale di 30 ore

Livelli: principianti e intermedi

Costo: 50€ da versare alla scuola (ivi compresa l’assicurazione di obbligo se le lezioni si tengono in un edificio scolastico)

Inizio del corso: venerdì 11 Novembre 2016

Fine del corso: venerdì 19 maggio 2017

Il corso si è articolato sulle 4 abilità linguistiche: saper capire, parlare, leggere e scrivere.

In autunno si apriranno le iscrizioni per il nuovo corso 2017-2018.

 

Giovedì 18 maggio ore 21 a Cremona Cortile Federico II Filoxenìa: l’accoglienza fra i Greci di Calabria

INDICAZIONI STRADALI:

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Patrizia Giancotti ha vinto il premio “Ali sul Mediterraneo” per l’opera “Filoxenìa. L’accoglienza tra i Greci di Calabria” edita da Rubbettino in collaborazione con il GAL area grecanica.
“Filoxenìa” è un diario di viaggio in quei luoghi che rappresentano una sorta di reliquia vivente del passato magno greco della nostra terra. Con un metodo a metà tra reportage giornalistico e indagine etno-antropologica l’autrice, munita di macchina fotografica e registratore “da campo” percorre i territori di Bova, Condofuri, Amendolea, Gallicianò, Staiti e Bagaladi alla ricerca di quello spirito greco che tanto aveva affascinato Cesare Pavese, durante i suoi anni al confino in un luogo non distante da qui.
Nel corso di diversi mesi trascorsi tra i “greci di Calabria”, Patrizia Giancotti ha avuto modo di sperimentare l’accoglienza riservata allo sconosciuto ospite sacro con cui condividere il pasto, il vino e il racconto. “Filoxenia” nasce dai racconti di questi incontri, fortuiti o cercati, una miscellanea di voci, di volti e di cunti, in un flusso di scrittura che si propone di mantenere l’impronta dell’oralità e aspira a “far vedere” il racconto.
Tra i protagonisti di questi racconti, testimoni di accoglienza così diversi gli uni dagli altri, ci sono un medico che “cura” la cultura grecanica, un professore bizantinista, un pastore che accorda i campanacci del suo gregge, un fabbro fontaniere che ha portato l’acqua dove non c’era, una ragazza che vuole partire, una bambina che ama vivere in quei luoghi, un apicoltore sensibile, un giovane pilota di drone, suonatori di tamburello, mastri di ballo, cuoche impastatrici di zeppole, un maestro di organetto che fa ritrovare i passi perduti, un ragazzo pakistano che massaggia i capretti, un orologiaio barbiere musicista, un architetto di “antico futuro”, una nonna di buona memoria. Insieme costituiscono i punti luminosi di una geografia umana agreste, quanto colta e spirituale, da sovrapporre idealmente alla mappa topografica e naturalistica dell’Area Grecanica.

https://www.facebook.com/filoxeniaraccontifotografici/

Patrizia Giancotti, antropologa, fotografa, giornalista, autrice e conduttrice per Radio 3 Rai, tiene corsi e seminari in varie Università, ha pubblicato centinaia di reportage e realizzato una cinquantina di mostre fotografiche nel mondo. I suoi lavori di antropologia visiva, documentari, multivisioni, eventi, conferenze con proiezioni di immagini, sono stati presentati tra l’altro al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al Museo Etnografico di Nuoro, alla Biennale di Venezia, al Gasteig Carl Orff di Monaco di Baviera, al palazzo del Congresso Nazionale di Brasilia. Il decennale lavoro in Brasile sui culti afro-brasiliani di Bahia e sullo sciamanesimo amazzonico, la sua collaborazione con lo scrittore Jorge Amado, le valsero l’onorificenza del Cruzeiro do Sul. Attualmente insegna antropologia all’Università Sigmund Freud di Milano e lavora per i programmi di Radio3 Wikiradio e Passioni. Per quest’ultimo ha ideato e condotto il ciclo di puntate “Volti e voci della Calabria Greca” qui i files per l’ascolto:

http://www.passioni.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-5f6a383c-7e48-4074-9b27-115f3e971eb2.html?set=ContentSet-e52ee2a2-d795-4bc6-9681-007ffe7b8102&type=A

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Filoxenìa è il contrario di xenofobia: è l’amore per il forestiero, come lo intendevano gli antichi Greci, è il valore sacro dell’ospitalità, che l’antropologa – fotografa Patrizia Giancotti ha cercato e trovato nel corso della lunga permanenza nella Calabria Greca, di cui questo libro fotografico è il resoconto. Con un metodo a metà tra reportage giornalistico e indagine etno-antropologica l’autrice ci presenta una sorta di diario di campo di quei luoghi remoti, reliquia vivente del passato magno greco della Calabria: una miscellanea di voci, di volti e di cunti, in un flusso di scrittura che vuole mantenere l’impronta dell’oralità e aspira a “far vedere” il racconto.

Il pubblico verrà dunque condotto alla scoperta della Calabria Greca con un tuffo visivo e sonoro in questo finis terrae d’Europa tra la fiumara e l’Aspromonte, con il racconto di incontri memorabili all’insegna della filoxenìa.

Si tratta di un vero e proprio spettacolo di circa un’ora e mezza con racconto, proiezione di   immagini e suoni.

INGRESSO LIBERO PER TUTTI

 

 

Concerto di Rebètiko con gli Evì Evàn a Cremona e a Ghedi (BS)

14883641_10210242536493849_611792712281811601_oPage 1Dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto lo scorso anno al Teatro Monteverdi di Cremona con il tutto esaurito, gli Evì Evàn ritornano per presentare il loro ultimo CD di Rebetiko.

VENERDI’ 31 MARZO ore 20:30 TEATRO MONTEVERDI viaDante149 CREMONA

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  SABATO 1 APRILE     ore20:30             GHEDI AUDITORIUM        piazza Roma 19 GHEDI  

L’ingresso è libero per tutti.

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O’ MERAKLIS
Il nuovo album degli Evì Evàn

rebetico-ghediMeraklìs in greco è chi sceglie con cura, animato dal meraki: il desiderio a volte eccessivo – quasi un ‘demone’ – di chi ama incondizionatamente le cose belle e raffinate. Con lo stesso spirito gli Evì Evàn hanno scelto una per una le tessere del complesso mosaico che compone il loro ultimo disco. “O’ Meraklìs”, appunto. Un viaggio tra il Pireo e gli angiporti dell’Asia Minore, scandito da alcuni pezzi originali e interamente registrato fra Atene e  Sant’Arpino – a due passi da Napoli.  Quella “O” davanti a “Meraklìs”, infatti, oltre che l’articolo greco, ha proprio nell’apostrofo un omaggio alla città di Partenope, al centro della “vita rebetika” degli Evì Evàn in Italia fin dai suoi primi passi, nel 2007. E perché gli Evì Evàn sono sì “meraklìs”, ma anche mangas (guappi), come ogni musicista di rebetiko che si rispetti. E si divertono a portare i suoni della periferia e dei porti greci su e giù per l’Italia, da Torino a Palermo, da Roma a Milano.

Nel nuovo cd degli Evì Evàn sono presenti tutte le declinazioni del rebetiko: lo hassapiko, uno dei ritmi più popolari, forse di lontane origini albanesi, che si balla solo con gli amici stretti; lo zeibekiko, dalle cadenze arcaiche, una musica ballata quasi immobili, cercando l’instabilità dell’equilibrio, raramente all’aperto o finché c’è ancora il sole; l’amanès, una sonorità che per noi ha un colore turco e orientale, ma che si è formata sull’influenza della musica bizantina e del suo suono “pesante”, come un lamento greve; e infine il tsifteteli, la danza del ventre greca, l’unica in cui si sorride; e lo hassaposerviko, con il suo ritmo di ascendenza slava.

IL REBETIKO

Il Rebétiko costituisce l’espressione più importane di un genere di canto popolare – distinto dalla vasta tradizione delle musiche greche regionali – che, già dalla metà dell’Ottocento, appare nei centri urbani della Grecia e in alcune città dell’Asia Minore popolate da comunità elleniche.
Le stradine di Costantinopoli e di Smirne, le salite dell’isola di Syros, le borgate di Atene, del Pireo e di Salonicco, ma anche le grandi città americane… tutte le parti del mondo dove si sono trovati a vivere i greci perseguitati dalla sorte, sono luoghi profondamente legati alla nascita di questo genere musicale che si diffonderà rapidamente prima tra i greci delle città dell’Asia Minore, poi tra gli emigrati negli Stati Uniti, radicandosi infine dopo il 1922 in Grecia.
L’animo orientale, ma anche più cosmopolita e raffinato, dei greci della Ionia, costretti dopo la “Catastrofe” (la tragica conclusione degli avvenimenti bellici del periodo 1919 – 1922 nella penisola microasiatica), ad abbandonare la loro terra d’origine ed a rifugiarsi nella madrepatria, s’intreccia nei porti e nei bassifondi delle città greche, con la malinconia e la passionalità della musica dei rebétes, e dei loro canti struggenti intrisi del fascino della protesta anticonformista, dando inizio al periodo d’oro dell’affermazione del rebétiko.
L’allontanamento graduale dai temi più radicali, farà guadagnare al rebétiko – dominato negli anni Venti dall’arte dei musicisti della “Scuola di Smirne” e nel decennio successivo dagli esponenti della “Compagnia del Pireo” ed ai loro bouzouki – un sempre più ampio spazio sociale, permettendogli di raggiungere tra gli anni ’40 e ’50 l’apice della popolarità, prima di volgere alla fase di declino.
Oggi, dopo la “riscoperta” degli anni Settanta, questa musica continua ad essere suonata e ad appassionare, riscuotendo numerosi consensi tra le nuove generazioni ed affermandosi come uno dei grandi simboli della tradizione musicale greca.

IL PROGETTO

Gli Evì Eván nascono nel 2007 dal desiderio di far conoscere alcuni degli aspetti meno conosciuti, ma forse anche tra i più autentici e interessanti, della cultura greca. Hanno esordito a Roma con il primo concerto di musica rebetika, un genere musicale all’epoca conosciuto da pochi ellenofili, sebbene la sua tradizione sia lunga quasi un secolo. Hanno suonato nelle taverne greche, nei centri sociali, ai matrimoni, ai festival e anche sul grande palco dell’Auditorium del Parco della Musica di Roma e nelle trasmissioni di radio e televisioni nazionali. Hanno spiegato che la Grecia non è solo il Partenone, le isole, il mare.

Fra centinaia di bicchieri di tsipouro e richieste di sirtaki mai esaudite, hanno raccontato la cultura del rebetiko, una musica che affonda le sue radici  nei ghetti delle città e nelle vicissitudini del sottoproletariato urbano. Una musica che non ha nulla a che vedere con quella rurale, delle isole o del folklore. Il rebetiko nasce al buio delle taverne e della notte; si balla senza sorridere; si consuma come uno stordimento dei sensi, accompagnato da vino e hashish. E’ una musica urbana che dal 1922, quando è nata, si è continuamente trasformata e mantenuta viva attraverso percorsi di migrazioni e viaggi, partendo da Costantinopoli e Smirne per arrivare ad Atene, Pireo e Salonicco.

LA BAND
L’orchestra italo greca Evì Eván è stata definita dal settimanale “Internazionale”  il “riferimento del rebetiko nel nostro Paese”. È composta da sette musicisti e ha collaborato con Moni Ovadia, Vinicio Capossela, Daniele Sepe, Gabriele Coen, Sofia Lampropoulou. La band ha orgogliosamente autoprodotto tre album: “Rebetiko” (2008), “Fuori Luogo” (2011), “Rebetiki Diadromì – Itinerario Rebetiko” (2014).
Della musica degli Evì Evàn si sono occupati anche Il Corriere della Sera, Il Corriere del Mezzogiorno, La Repubblica, Il Fatto quotidiano, Internazionale, Il Resto del Carlino, Rai Radio 2, Radio Popolare, Radio Città futura, AnsaMed, Radio Onda rossa, Mutinity radio San Francisco, Rai Mediterraneo, Rai3, La7, ERT3.