Καλό Πάσχα — Buona Pasqua

Resurrezione di Gesù, mosaico dell'undicesimo secolo, monastero di Osios Loukas, Distomo, Beozia

Resurrezione di Cristo, mosaico dell’undicesimo secolo, monastero di Osios Loukas, Distomo, Beozia

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Quest’anno la Pasqua Ortodossa e quella Cattolica coincidonο

Buona Pasqua a tutti! 
Καλό Πάσχα σε όλους!

UOVA ROSSE E MAGHIRITSA: È ARRIVATA LA PASQUA!

La Pasqua è sicuramente la festa religiosa più sentita in Grecia. I preparativi per questa importante ricorrenza iniziano settimane prima; si comprano allegre decorazioni per abbellire le dimore e si scelgono con cura gli ingredienti per il pranzo più atteso dell’anno.

I greci che abitano in città tornano al proprio paese per qualche giorno e dagli agglomerati urbani parte una vera e propria fuga; la settimana di Pasqua- addirittura più che a Ferragosto- Atene si svuota al punto da diventare quasi irriconoscibile! Addirittura i siti archeologici e i musei fanno orario ridotto per permettere ai lavoratori di seguire le funzioni e la sera del sabato Santo è impossibile pensare di trovare qualche locale aperto; insomma, tutta la Grecia si ferma per qualche ora!

La Pasqua in qualche villaggio o sulle isole è sicuramente più caratteristica ma nella stessa Atene vengono mantenuti vivi gli usi secolari. Tra le tante tradizioni pasquali che si tramandano di anno in anno alcune sono davvero particolari e meritano di essere citate.

Le uova colorate di rosso sono sicuramente una di queste; il giovedì Santo le uova vengono fatte bollire insieme a del colorante alimentare rosso. Vengono poi consumate il giorno di Pasqua con un rituale molto peculiare chiamato tsoukrisma. I commensali, a due a due, prendono un uovo e lo sbattono, l’uno contro l’altro, facendone collidere le estremità; uno dei due esclama “Christòs Anesti” (Cristo è risorto) e l’altro risponde “Alithòs o Kyrios” (davvero -è risorto- il Signore). Il possessore dell’uovo rimasto intero dallo “scontro” prosegue e ripete la stessa scena con tutti i partecipanti. Vince la sfida chi ha scelto l’uovo più resistente, che rimane indenne più a lungo. Ma perché si rompono le uova una contro l’altra? Le uova colorate di rosso (come il sangue versato da Cristo) sono chiuse come lo era il Santo Sepolcro. Quando vengono sbattute e si frantuma il loro guscio ricordano il momento della Resurrezione.

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Nel frattempo, qualche giorno o qualche settimana prima della Pasqua, si sono già sicuramente preparate a mano (o acquistate) le candele per partecipare alla liturgia del sabato sera; queste particolari candele si chiamano lambades e vengono realizzate in diversi colori e in diverse forme. A quelle destinate ai bambini vengono applicati degli ornamenti o addirittura dei piccoli giochi che si possono poi conservare.

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La processione che si svolge la sera del Venerdì Santo è uno dei momenti più intensi del clima pasquale. L’epitaffio di Cristo, avvolto dai fiori, viene portato per le strade del quartiere alla fine della liturgia vespertina. Ogni chiesa ne prepara uno e il venerdì ci si può imbattere in molteplici processioni nel giro di pochi isolati. Ad Atene le processioni delle chiese più centrali convergono tutte a Syntagma.

Un’altra usanza diffusa in tutta la Grecia è quella di realizzare un fantoccio di paglia che simboleggia Giuda e di bruciarlo poi prima dell’annuncio della Resurrezione di Cristo. A seconda delle città la cerimonia può avvenire il venerdì oppure il sabato sera prima della mezzanotte. Sulle isole questa cerimonia è molto suggestiva perchè in genere si svolge in qualche luogo accanto al mare e lo spettacolo, soprattutto di notte, è davvero particolare.

Il sabato sera, poco prima della mezzanotte, i fedeli si recano in chiesa per assistere alla proclamazione di Cristo risorto. La folla è in genere talmente numerosa che in parecchi rimangono fuori dall’edificio. Ognuno porta con sè una candela che verrà poi accesa con la fiamma santa (agio fos) proveniente da Gerusalemme. Il momento dell’annuncio della Resurrezione di Cristo è davvero toccante; le campane suonano a festa in ogni dove. In quel momento, non si augura- come si potrebbe pensare- “Kalò Paska” ma, come spiegato poco sopra,  viene esclamato “Christòs Anesti” (Cristo è risorto) e la risposta è  “Alithòs o Kyrios” o “Alithòs anesti” (davvero -è risorto- il Signore).

La candela accesa con la fiamma santa non deve essere spenta. Tornati a casa, si fa il segno della croce sullo stipite della porta d’ingresso usando proprio questa candela. Fatto questo, si è pronti per mangiare la tradizionale cena pasquale, un piccolo assaggio dei festeggiamenti dell’indomani. Il piatto forte è la maghirìtsa, una zuppa preparata con interiora di agnello, aneto e riso e condita con avgolèmono, una salsa di uova e limone.

La domenica di Pasqua l’aria viene invasa dall’odore del souvla, dell’agnello allo spiedo (ovelìas). La preparazione del pranzo coinvolge tutti ed è un momento di grande festa.

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La tavola viene imbandita molto riccamente; oltre alla carne allo spiedo l’altra specialità pasquale è il kokorètsi, uno spiedino fatto di interiora di agnello. Come dolce si mangia dello tsourèki, un impasto semplice a forma di treccia a cui viene aggiunto, per l’occasione un uovo rosso. Il pranzo pasquale può durare diverse ore e in genere, dopo aver mangiato, si prosegue la festa ballando all’aperto.

Pasqua in Grecia: koulourakia, zuppa maghiritsa, ovelias e tsourekia

Quest’anno la Pasqua cristiana e quella ortodossa saranno celebrate nella stessa data: la coincidenza fra i due calendari ci offre l’occasione per raccontarvi le tradizioni gastronomiche greche. Dal Koulouraki alla zuppa maghiritsa, passando per ovelias e tsourekia.

Pranzo di Pasqua in Grecia

Pasqua ortodossa e Pasqua cristiana

Non c’è periodo migliore per visitare la Grecia. Ad aprile, quando il turismo è prevalentemente interno e le temperature non hanno ancora raggiunto le vette dei mesi estivi, questo Paese suddiviso fra le isole e la terraferma inizia a risplendere, grazie ai colori dei suoi prati di papaveri e al blu intenso del mare. Quale migliore opportunità della Pasqua per fare una visita? E quale migliore occasione della coincidenza con la Pasqua ortodossa per conoscere le tradizioni gastronomiche greche? La sovrapposizione fra calendario gregoriano, seguito dai cristiani d’occidente, e calendario giuliano, a cui fa riferimento la chiesa ortodossa, compresa quella greca, non è un evento regolare, bisogna infatti aspettare il 2025 perché si ripeta.

La Pasqua in Grecia

La Pasqua per i greci è la festa più importante dell’anno. Viene onorata con celebrazioni suggestive che mescolano elementi di stampo pagano ad altri di matrice cristiana durante la Settimana Santa, detta anche Settimana Grande, che inizia il sabato precedente la Domenica delle Palme e si conclude la Domenica della Resurrezione, protraendosi quindi oltre i canonici 7 giorni.

Si comincia il sabato “di Lazzaro durante il quale i giovani sono soliti bussare casa per casa cantando canzoni tradizionali e ricevendo in cambio dolci o frutta secca. Un tempo, la giornata dedicata a questo personaggio biblico, era l’occasione per le ragazze greche di incontrare i futuri fidanzati e per le famiglie di organizzare i matrimoni.

Pasqua in Grecia

La domenica successiva è detta “Giorno della vita e della morte” e ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme tra palme e schiere festanti di fedeli. Un questo giorno chiese e case vengono abbelliti da palme e da nastri, mentre le tavole vengono arricchite da pietanze a base di pesce.

Nella Settimana Santa ogni giorno ha un significato ben preciso: lunedì è il “grande giorno” in cui si inizia il digiuno per la purificazione, mangiando poco o nulla e bevendo esclusivamente acqua; martedì è “il giorno della “grande crisi”, in cui si iniziano a sperimentare i sentimenti di pentimento; mercoledì inizia la purificazione vera e propria, partendo da pulizie approfondite della propria casa e dei luoghi di culto.

Pasqua a CorfùPasqua a Corfù

Il culmine della Pasqua e le uova rosse

Da giovedì in poi il fervore delle celebrazioni diventa più intenso: è questa la giornata dedicata a colorare le uova sode di rosso, a simboleggiare allo stesso tempo sia il sacrificio di Cristo che la sua Resurrezione. Tutte le città e i paesi della Grecia, che siano sulla terraferma o sulle isole, si riempiono letteralmente di uova colorate.

Le uova di Pasqua in GreciaLe uova di Pasqua in Grecia

Il venerdì è il giorno del “grande dolore”: le luci vengono tenute basse o spente, gli addobbi vengono rimossi, cala un generale silenzio. Dopo la celebrazione degli esperinos (i vespri) nelle parrocchie ogni comunità celebra, a modo suo, la morte di Cristo, generalmente con processioni molto suggestive che ricordano i funerali. Ad Atene si brucia un fantoccio di Giuda precedentemente appeso su una barca al porto; a Corfù, nel Sacro Santuario della Madonna degli Stranieri (Panaghia ton Xenon), i fedeli rompono delle brocche d’acqua per simulare un terremoto così come descritto nel Vangelo, mentre diverse orchestre suonano musica classica per le vie dell’isola (è infatti chiamata Pasqua musicale di Corfù); a Tinos, isola in cui si registra un sincretismo religioso, l’Epitaffio di San Nicola, il santo protettore dei naviganti, arriva alla spiaggia di Kalàmia e viene immerso in acqua, con il suggestivo scenario del tramonto a fare da cornice.

Uova rosse per la Pasqua grecaLe uova di Pasqua in Grecia

Il Sabato è il giorno di preparazione per la celebrazione della Resurrezione, che inizierà a mezzanotte e si concluderà la sera successiva. Si decorano le candele per il fuoco santo, che non dovrà spegnersi per 40 giorni e soprattutto si preparano i piatti che saranno consumati durante il pranzo e la cena della domenica di Pasqua.

Koulourakia, zuppa maghiritsa, ovelias e tsourekia: i piatti della Pasqua greca

I koulourakia sono dei biscottini a forma di esse o a treccia che si mangiano per tutto il periodo pasquale. La loro preparazione inizia il mercoledì, con la benedizione della farina poi distribuita a forni e massaie che il giorno successivo la impiegheranno per i dolcetti, impastandola con burro, uova ed essenza di mandorla. I biscotti vengono decorati in maniera diversa, con frutta secca e canditi. Ad alcuni, chiamati lazzari, viene data la forma di figura umana, con mani, piedi e testa in risalto rispetto al resto del corpo. I biscotti ben conservati saranno consumati ben oltre il periodo pasquale.

KoulorakiaKoulourakia

Con la zuppa maghiritsa entriamo nel capitolo delle carni, in questo caso d’agnello, animale molto utilizzato nella cucina greca. È il piatto che rompe formalmente il digiuno pasquale: le donne greche lo preparano la mattina del Sabato Santo usando le frattaglie dell’agnello che verrà poi cotto sulla brace il giorno successivo. È una zuppa che cuoce diverse ore e va preparata con largo anticipo. A questa si accompagna l’avgolemono, un intingolo a base di brodo di carne, uova sbattute e succo di limone, che sarà aggiunto alla zuppa una volta ultimata la cottura. In alcune parti del Paese si aggiunge anche del riso bianco in cottura. Questa pietanza rappresenta la prima portata del lungo banchetto che si apre a mezzanotte del Sabato Santo per concludersi la sera successiva.

zuppa maghiritsa, Pasqua in Greciazuppa maghiritsa

Il piatto principale della Pasqua greca è l’ovelias, l’agnello cotto alla brace. Non è solo un piatto, ma un vero e proprio rito dalle origini molto antiche, narrato addirittura da Omero. La mattina di Pasqua gli uomini si vestono con gli abiti tradizionali e si alternano alla cottura: l’agnello viene prima immerso in una marinatura fatta con acqua, vino rosso, limone, cipolla e spezie varie, poi asciugato bene e messo ad arrostire. Tutto intorno, bande e danzatori tradizionali allietano il lavoro dei cuochi. Quando è pronto non è raro vedere più nuclei familiari sedersi allo stesso tavolo e festeggiare insieme mangiando all’aperto.

Ovelias, l'agnello pasquale grecoOvelias, l’agnello pasquale greco

Infine un dessert dal sapore particolare, il tsourekia. È una sorta di pane dolce a forma di treccia che si consuma dopo il pranzo di Pasqua. Il suo gusto deciso viene dalle spezie utilizzate per prepararlo, che sono insostituibili: il mahlepi, i semi di una pianta aromatica diffusa in tutto il medio oriente, in Grecia e in Turchia, dal sapore simile a quello della mandorla amara; il masticha chiou, una resina che si estrae dal tronco e dai rami del “mastichodendro”, poi trasformata in cristalli; il kakoules, una varietà locale di cardamomo. Spesso in Grecia queste tre spezie sono vendute in una mistura già pronta per preparare il tsourekia e altri dolci simili. È un dolce da gustare in loco, che non troverete fuori dal Paese se non rivisitato in pallide imitazioni: un motivo in più per passare la Pasqua alla scoperta delle tradizioni e dei sapori della Grecia.