Concerto di Rebètiko con gli Evì Evàn a Cremona e a Ghedi (BS)

14883641_10210242536493849_611792712281811601_oPage 1Dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto lo scorso anno al Teatro Monteverdi di Cremona con il tutto esaurito, gli Evì Evàn ritornano per presentare il loro ultimo CD di Rebetiko.

VENERDI’ 31 MARZO ore 20:30 TEATRO MONTEVERDI viaDante149 CREMONA

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  SABATO 1 APRILE     ore20:30             GHEDI AUDITORIUM        piazza Roma 19 GHEDI  

L’ingresso è libero per tutti.

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O’ MERAKLIS
Il nuovo album degli Evì Evàn

rebetico-ghediMeraklìs in greco è chi sceglie con cura, animato dal meraki: il desiderio a volte eccessivo – quasi un ‘demone’ – di chi ama incondizionatamente le cose belle e raffinate. Con lo stesso spirito gli Evì Evàn hanno scelto una per una le tessere del complesso mosaico che compone il loro ultimo disco. “O’ Meraklìs”, appunto. Un viaggio tra il Pireo e gli angiporti dell’Asia Minore, scandito da alcuni pezzi originali e interamente registrato fra Atene e  Sant’Arpino – a due passi da Napoli.  Quella “O” davanti a “Meraklìs”, infatti, oltre che l’articolo greco, ha proprio nell’apostrofo un omaggio alla città di Partenope, al centro della “vita rebetika” degli Evì Evàn in Italia fin dai suoi primi passi, nel 2007. E perché gli Evì Evàn sono sì “meraklìs”, ma anche mangas (guappi), come ogni musicista di rebetiko che si rispetti. E si divertono a portare i suoni della periferia e dei porti greci su e giù per l’Italia, da Torino a Palermo, da Roma a Milano.

Nel nuovo cd degli Evì Evàn sono presenti tutte le declinazioni del rebetiko: lo hassapiko, uno dei ritmi più popolari, forse di lontane origini albanesi, che si balla solo con gli amici stretti; lo zeibekiko, dalle cadenze arcaiche, una musica ballata quasi immobili, cercando l’instabilità dell’equilibrio, raramente all’aperto o finché c’è ancora il sole; l’amanès, una sonorità che per noi ha un colore turco e orientale, ma che si è formata sull’influenza della musica bizantina e del suo suono “pesante”, come un lamento greve; e infine il tsifteteli, la danza del ventre greca, l’unica in cui si sorride; e lo hassaposerviko, con il suo ritmo di ascendenza slava.

IL REBETIKO

Il Rebétiko costituisce l’espressione più importane di un genere di canto popolare – distinto dalla vasta tradizione delle musiche greche regionali – che, già dalla metà dell’Ottocento, appare nei centri urbani della Grecia e in alcune città dell’Asia Minore popolate da comunità elleniche.
Le stradine di Costantinopoli e di Smirne, le salite dell’isola di Syros, le borgate di Atene, del Pireo e di Salonicco, ma anche le grandi città americane… tutte le parti del mondo dove si sono trovati a vivere i greci perseguitati dalla sorte, sono luoghi profondamente legati alla nascita di questo genere musicale che si diffonderà rapidamente prima tra i greci delle città dell’Asia Minore, poi tra gli emigrati negli Stati Uniti, radicandosi infine dopo il 1922 in Grecia.
L’animo orientale, ma anche più cosmopolita e raffinato, dei greci della Ionia, costretti dopo la “Catastrofe” (la tragica conclusione degli avvenimenti bellici del periodo 1919 – 1922 nella penisola microasiatica), ad abbandonare la loro terra d’origine ed a rifugiarsi nella madrepatria, s’intreccia nei porti e nei bassifondi delle città greche, con la malinconia e la passionalità della musica dei rebétes, e dei loro canti struggenti intrisi del fascino della protesta anticonformista, dando inizio al periodo d’oro dell’affermazione del rebétiko.
L’allontanamento graduale dai temi più radicali, farà guadagnare al rebétiko – dominato negli anni Venti dall’arte dei musicisti della “Scuola di Smirne” e nel decennio successivo dagli esponenti della “Compagnia del Pireo” ed ai loro bouzouki – un sempre più ampio spazio sociale, permettendogli di raggiungere tra gli anni ’40 e ’50 l’apice della popolarità, prima di volgere alla fase di declino.
Oggi, dopo la “riscoperta” degli anni Settanta, questa musica continua ad essere suonata e ad appassionare, riscuotendo numerosi consensi tra le nuove generazioni ed affermandosi come uno dei grandi simboli della tradizione musicale greca.

IL PROGETTO

Gli Evì Eván nascono nel 2007 dal desiderio di far conoscere alcuni degli aspetti meno conosciuti, ma forse anche tra i più autentici e interessanti, della cultura greca. Hanno esordito a Roma con il primo concerto di musica rebetika, un genere musicale all’epoca conosciuto da pochi ellenofili, sebbene la sua tradizione sia lunga quasi un secolo. Hanno suonato nelle taverne greche, nei centri sociali, ai matrimoni, ai festival e anche sul grande palco dell’Auditorium del Parco della Musica di Roma e nelle trasmissioni di radio e televisioni nazionali. Hanno spiegato che la Grecia non è solo il Partenone, le isole, il mare.

Fra centinaia di bicchieri di tsipouro e richieste di sirtaki mai esaudite, hanno raccontato la cultura del rebetiko, una musica che affonda le sue radici  nei ghetti delle città e nelle vicissitudini del sottoproletariato urbano. Una musica che non ha nulla a che vedere con quella rurale, delle isole o del folklore. Il rebetiko nasce al buio delle taverne e della notte; si balla senza sorridere; si consuma come uno stordimento dei sensi, accompagnato da vino e hashish. E’ una musica urbana che dal 1922, quando è nata, si è continuamente trasformata e mantenuta viva attraverso percorsi di migrazioni e viaggi, partendo da Costantinopoli e Smirne per arrivare ad Atene, Pireo e Salonicco.

LA BAND
L’orchestra italo greca Evì Eván è stata definita dal settimanale “Internazionale”  il “riferimento del rebetiko nel nostro Paese”. È composta da sette musicisti e ha collaborato con Moni Ovadia, Vinicio Capossela, Daniele Sepe, Gabriele Coen, Sofia Lampropoulou. La band ha orgogliosamente autoprodotto tre album: “Rebetiko” (2008), “Fuori Luogo” (2011), “Rebetiki Diadromì – Itinerario Rebetiko” (2014).
Della musica degli Evì Evàn si sono occupati anche Il Corriere della Sera, Il Corriere del Mezzogiorno, La Repubblica, Il Fatto quotidiano, Internazionale, Il Resto del Carlino, Rai Radio 2, Radio Popolare, Radio Città futura, AnsaMed, Radio Onda rossa, Mutinity radio San Francisco, Rai Mediterraneo, Rai3, La7, ERT3.