25 marzo 1821 – La bandiera greca sventolò sul monastero di Aghìa Lavras

Grecia: 25 marzo, Festa Nazionale

25marzo

La bandiera greca sventolò sul monastero di Aghìa Lavras

 Il 25 marzo 1821 ricorda la guerra d’indipendenza dall’impero ottomano

Il 25 marzo, in Grecia, è una festa nazionale molto sentita: si celebra la sollevazione popolare, la guerra d’indipendenza dall’Impero Ottomano che per secoli ha usurpato la terra che è stata culla della civiltà, del pensiero e delle arti. La data, che coincide con la festa, molto sentita, dell’Annunciazione, venne scelta appositamente dal metropolita di Patrasso Germanòs e dagli insorti. La giornata iniziò con la benedizione della bandiera greca, allora con croce azzurra su fondo bianco, nel monastero di Aghìa Lavras, nel Peloponneso, bandiera- simbolo che venne poi issata sui tetti dello stesso monastero. Nella religione e nella lingua, i greci avevano trovato gli elementi di identità comune contro gli occupanti.

Tutto aveva avuto inizio nel 1453 con la caduta di Costantinopoli e, praticamente, dell’Impero Bizantino. Con la conquista della Morea (il Peloponneso) ad opera dei turchi nel 1460, cadde anche l’ultimo territorio bizantino ed ebbe inizio un periodo buio, lungo quasi quattro secoli. I turchi ottomani con ferocia e crudeltà, uccisero, rubarono, ma soprattutto calpestarono la libertà dei popoli che facevano parte del leggendario impero.

Una situazione del genere,  non poteva essere tollerata. Infatti i greci si arruolarono in molte guerre che altri stati mossero contro l’impero ottomano. Furono presenti alla battaglia di Lepanto nel 1571; appoggiarono in tutti i modi la rivolta dei contadini dell’Epiro nel biennio 1600-1601; molti, nel periodo tra il 1684 ed il 1699, si arruolarono nelle truppe della Repubblica di Venezia contro i turchi per il controllo militare ed economico della Morea e dell’Egeo. Alcuni storici vedono nell’appoggio dei greci dato al conte russo Aleksey GrigoryevichOrlof, nel 1770, un anticipo della vera rivoluzione che porterà alla guerra per l’indipendenza della Grecia. Orlof, che comandava la flotta navale russa, in realtà aveva lo scopo di dividere in due i territori ottomani per favorire i commerci russi. I greci della Morea riuscirono vittoriosi in alcune battaglie, pur in inferiorità numerica, e conquistarono grandi fette di territorio ma, non avendo avuto seguito la sollevazione popolare in altre parti della Grecia, ebbero, in breve addosso i turchi che operarono grandi stragi.

Alla fine del ‘700, Rigas Fereos (Ρήγας ΒελεστινλήςΦεραίος, Feres 1757-Belgrado 1798), un precursore dell’indipendenza, diede alle stampe una serie di documenti aventi per tema l’idea di una Grecia libera. Nel 1798 fu assassinato da agenti turchi.

Per una rivoluzione organizzata bisognava aspettare il 1814. In quell’ anno infatti, tre greci, Nikòlaos Skoufàs, Emmanouel Xànthos, Athanàsios Tsakàlof, fondarono a Odessa la Filikì Eterìa (Φιλική Εταιρία), una società segreta con il compito di riunire tutti i leader delle classi greche, in Grecia e altrove, con l’obiettivo finale di liberare la patria. La stessa organizzò moti rivoluzionari nel Peloponneso, a Costantinopoli e nei principati danubiani. Fu in questi ultimi che, il 6 marzo 1821, ebbe inizio la prima grande rivolta capitanata da Alessandro Ypsilanti (Αλέξανδρος Υψηλάντης, Costantinopoli, 1792-Vienna, 1828), che, a causa del passaggio di armate russe a fianco degli ottomani e di defezioni nel proprio esercito, fu definitivamente sconfitto a Drăgăşani il 19 giugno 1821. Ma ormai la scintilla era accesa. Il 17 marzo i manioti, una popolazione del sud, avevano dichiarato guerra agli ottomani e, entro fine mese, tutto il Peloponneso aveva imbracciato le armi contro il secolare nemico.

Il 25 marzo vi furono i fatti menzionati del metropolita Germanòs. Una data piena anche di significato religioso: l’Annunciazione alla Madonna, secondo la Chiesa, è l’inizio della fine della schiavitù dal peccato e l’arrivo della salvezza tramite la nascita di Gesù Cristo.

Nel giro di un anno i greci conquistarono vasti territori, numerose città e la stessa Atene. Proclamarono l’indipendenza della Grecia a Epidauro il 13 gennaio 1822. Insorsero la Grecia centrale, la Macedonia, Creta, isole dell’Egeo … Sommosse represse nel sangue da ottomani ed egiziani chiamati in loro aiuto che riconquistarono, negli anni seguenti, pure parte del Peloponneso.

In quel periodo si distinsero condottieri di valore come: Theodoros Kolokotronis (Θεόδωρος Κολοκοτρώνης, Ramavouni, 1770-Atene, 1843); Georgios Iskos (Γεώργιος Ίσκος, meglio noto come Georgios Karaiskakis, Γεώργιος Καραϊσκάκης, 1782 – 1827); Andrèas Vòkos Miaoùlis (Ανδρέας Μιαούλης; Eubea, 1768-Atene, 1835) ed altri combattenti ancora.

In quel periodo  si scrissero le pagine più gloriose della storia greca. La tenacia, il coraggio e il sacrificio erano all’ordine del giorno, la risposta alla malvagità del conquistatore. Il motto era: “Libertà o morte” (Eλευθερια η’ Θανατος). Tutta l’Europa si identificò con le battaglie per l’indipendenza di una manciata di uomini perché alla fine era quella la verità: contro il gigante ottomano si erano alzate con orgoglio persone con poche risorse ma tanta voglia di libertà.

Ci sono volute però ancora tante battaglie per arrivare a parlare di stato greco nella sua forma odierna.

Nel 1829, con il trattato di Adrianopoli, vennero dichiarate la fine della guerra e l’autonomia della Grecia

sotto il protettorato di Francia, Gran Bretagna e Russia. L’indipendenza venne riconosciuta effettiva con il protocollo di Londra del 1830. Era ancora una Grecia priva di molte regioni come la Tessaglia, la Macedonia, l’Epiro e la Tracia, Creta, ancora sotto il dominio ottomano ma il processo di unificazione era iniziato. Le isole Ionie, protettorato britannico, vennero unite alla Grecia nel 1863. Le zone del Ponto e dell’Asia Minore, abitate da greci, vissero periodi travagliati

Ma quel 25 marzo 1821 ha sempre, nella mente e nel cuore di tutti i greci, un significato particolare.

Ed è ancora uno degli innumerevoli motivi della fierezza greca.

 Elina Lanzi

Angelo Locatelli